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Il Coaching con i Bambini

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                                                                              Donatella Metelli

                                                                              Consulente del Lavoro

                                                                              H.R. Specialist

                                                                              Mediatore Org.Conciliazione

                                                                               donatella.metelli@tin.it

 

 

 

 

 

Il coaching “come tecnica di  allenamento delle potenzialità, finalizzata al miglioramento delle performance, attraverso lo sviluppo delle potenzialità personali “ (1) ,viene  percepita utile nella soluzione delle problematiche.

Non mi trovo bene nel lavoro che svolgo…. Ho problemi di relazione….. vorrei essere felice…..

Ma il metodo del coaching può fare ben di più.

Viviamo un’epoca di libera circolazione e allargamento del campo d’azione della comunicazione, di globalizzazione dei mercati, di convivenza tra etnie diverse, di ricerca nel miglioramento della qualità di vita sulla terra come pure viviamo le grandi contraddizioni della fame e dello sfruttamento, dell’inquinamento e dell’arricchimento legittimo anche fuori dalle regole, della guerra e dei tradimenti negli aiuti interessati…..

Ciò che accade nel microcosmo dell’uomo, con sé stesso, con il suo contesto e le sue relazioni si manifesta nel macrocosmo nei sistemi politici che tendono a governare i sistemi economici con regole di interesse individualistico ossia ignorando il contesto che si è nel frattempo ampliato, siamo tutti collegati, perché viviamo tutti su questo nostro pianeta terra con la percezione costante della nostra convivenza. Basti pensare a ciò che ha scatenato la nube di fuliggine del vulcano islandese, la catastrofe della petroliera americana, il disastro delle centrali nucleari in Giappone, i conflitti dei paesi africani e mediorientali.

Il coaching come metodo di  apprendimento nella conoscenza di sé, di ciò che si desidera per la propria felicità, di allenamento all’autoefficacia, allo sviluppo attraverso esercizi esperienziali mi ricorda le esperienze che ho vissuto da piccola e nelle quali ho riconosciuto questi stessi caratteri esperienziali .

Ricordo il gioco con gli altri bambini, lo sport di squadra, le recite teatrali, le gite alla scoperta dei boschi e dei loro abitanti, il canto nel coro, il servizio di pulizia e riordino nei locali comuni di svago, le visite con un piccolo dono ai vecchietti del ricovero, la visita ad alcuni  nonni che insegnavano l’uso dei loro antichi attrezzi di mestiere, le missioni in avanscoperta per investigare i misteri delle leggende tramandate, le vacanze in colonia in montagna dove si dormiva in camerate enormi e il divertimento maggiore era correre lungo  grandi corridoi con il pavimento in legno che risuonavano come uno zoccolio amplificato.

Ricordo ancora la maestra di scuola elementare, la cara maestra Vittoria, e la sua dedizione all’insegnamento e alla nostra educazione.

Proprio questi e altri ricordi mi hanno suggerito l’idea del “Coaching con i Bambini”.

I bambini, esseri già perfetti, non hanno certamente bisogno del coaching per risolvere alcunché.

I bambini  sono come il seme che diverrà  fiore.

Gesù disse “lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite ,perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.” (2)

Un seme lasciato in un terreno arido o incolto farà molta fatica per diventare il fiore che è.

Ecco la chiave di lettura del metodo del coaching: un metodo per fare sviluppare il fiore,   che è nel seme,  nel contesto in cui cresce.

Non significa creare una serra protetta, significa piuttosto dare al seme ogni possibile nutrimento e sostegno al sua autentica realizzazione.

Ecco vedo una serie d’iniziative esperienziali  cui i bambini partecipano scegliendo liberamente ciò che più interessa:

1)      conoscere, avvicinare e accudire  gli animali della fattoria, come conigli, galline, maiali, mucche e cavalli;

2)      partecipare a escursioni per esplorare, conoscere e compiere un servizio nella natura, come per esempio la pulizia dei sentieri e dei boschi collinari e montani

3)      conoscere, coltivare un orto secondo il ciclo stagionale e lunare

4)      partecipare alle olimpiadi dei lavori utili per i propri amici e non

5)      conoscere e sviluppare la creatività artistica e non  con laboratori a tema

e tante altre ancora.

In un progetto che è educativo e formativo sono coinvolti educatori, maestri, genitori, amici e istituzione.

Il coaching è utile nella fase di preparazione del progetto, nella gestione relazionale tra il team at work e il contesto in cui si andrebbe a proporre.  Soprattutto è utile e di supporto a chi interviene con le proprie competenze all’attuazione del progetto.

Un educatore o un maestro , che condivide la visione in una relazione di coaching al progetto ha la possibilità di scoprire , attraverso l’allenamento delle proprie potenzialità nel compito assunto, un nuovo sistema relazionale che esce dallo stereotipo dei protocolli e consente la creazione di modalità spontaneamente motivazionali sia per gli addetti ai lavori sia agli interlocutori coinvolti perché presenti nel contesto.

Un genitore che accompagna il figlio in un percorso esperienziale  con la metodologia del coaching, oltre ad essere consapevole dell’intento  educativo, ha la possibilità di conoscere suo figlio al di fuori di contesti come la scuola dove la valutazione del comportamento e dell’apprendimento del bambino sono basati su protocolli di valutazione che sebbene condivisi non rispecchiano le qualità del bambino.

Ricordo quando mio figlio, in prima elementare, secondo le maestre veniva considerato “agitato” perché non stava mai fermo. A sei anni per un bambino non è naturale stare seduto e attento per alcune ore ogni giorno.

Un bambino che vive un’esperienza con altri suoi coetanei, senza competizione, nella libera scoperta di ciò che piace e appassiona, vive il suo essere protagonista, autore, scopritore dei doni che la vita gli ha dato.

Cosa dire per questi bambini che si troverebbero immersi in un Amore Incondizionato?

Cosa succede quando un figlio  vive l’esperienza di Amore Incondizionato come quello della Madre? Il messaggio che gli arriva è io ti Amo così come sei, senza aspettative, senza giudizio, qualunque cosa accada. E il figlio vive la certezza di poter essere liberamente ciò che è.

Un percorso educativo ed esperienziale coniugato a una metodologia di coaching agli adulti diventa laboratorio  di sviluppo dell’autostima del bambino .

Avviene proprio come in un’esperienza di amore incondizionato per cui l’autostima del bambino  è tanto più grande quanto più egli si sente amato dalla madre e dal padre.

La condizione esperienziale in un progetto educativo e formativo basato sul metodo del coaching, comporta inoltre una maggiore possibilità di espressione del bambino in tutta la sua creatività che fa scoprire ciò che ancora non si è potuto manifestare.

La partecipazione attiva del bambino comporta l’allenamento anche delle sue abilità.

“Seligam, fondatore della Psicologia Positiva, sottolinea come gioco e creatività sono parti integranti di una ricerca sana della felicità individuale”(3)

Quando si è adulti capita che ci si ricordi ancora un episodio della propria infanzia in cui magari si ha superato un difficoltà, come recitare o cantare davanti ad una platea di spettatori, si è stati vincitori, come vincere una gara di pallavolo con la propria squadra,  si sono scoperti nuovi mondi, come lo stagno dei girini che ha tenuti fermi in osservazione per tanto tempo .

Questi ricordi rappresentano le tappe di un processo di autorealizzazione, se pur non consapevole.

 “Il coaching serve  a tirar fuori il proprio esclusivo potenziale individuale. Quindi a usare il proprio pensiero progettuale e creativo per soddisfare quegli istinti all’autorealizzazione …”.(4)

E’ lo stesso processo di crescita dal bambino all’adulto che ci porta ad affrontare l’allenamento alla vita e alla realizzazione del suo progetto. Allora il coaching come strumento di vita può insegnare a come vivere ciò che siamo, ognuno con la propria autenticità, le proprie caratteristiche, a scoprire il motivo del nostro esistere………

Mi ha profondamente colpito la scoperta che il mistero della vita, con una metodologia di comunicazione, formazione ed esperienza creativa come é quella del coaching, possa manifestarsi con tale semplicità e secondo l’utilità per ognuno.

Da un progetto extrascolastico ed esperienziale come questo, si può esportare anche in un sistema di comunicazione sociale, come già accade nelle iniziative di scout, di oratorio, etc.

Quando diventa cultura del contesto familiare, sociale e degli operatori il coaching può entrare nel sistema più istituzionale.

A questo riguardo la Scuola Ultimate Coaching sta già sviluppando svariati progetti per gli adolescenti e per questo e per quanto ho appreso ringrazio Luca Stanchieri e lo staff della scuola per la grande lungimiranza e l’amore per l’essere umano.

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:

(1)    Luca Stanchieri – Il life coaching

(2)    Mc 10,14

(3)    Luca Stanchieri – Il life coaching

(4)    Luca Stanchieri – Il life coaching

Coaching a Brescia

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E’ quella Bresciana la realtà che il nostro Team ha deciso di trattare con le nuove iniziative dello sportello scuola. E abreve ognuno di noi inserirà propri articoli riguardanti le nostre esperienze e il coach. Grazie.

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